Il primo post del 2007 lo voglio dedicare alle diete e al mio rapporto con il cibo.
In origine questo doveva essere il post dei buoni propositi per l’anno nuovo, ma alla fine ho deciso di concentrarmi soltanto sull’argomento ciccia.
Non sono mai stata molto magra, sono da sempre schiava di quella che viene definita la sindrome dello yo-yo: quando mi stufo di vedere gli occhi coperti dalle guance decido di fare una drastica dieta, spesso se la situazione è davvero disperata mi butto in questa attività con anima e corpo, il primo mio pensiero la mattina è l’organizzazione del cibo disponibile durante la giornata, riempio la cameretta di attrezzature ginniche, seguo le regole con grande precisione senza mai sgarrare…. la situazione cambia completamente se la prima settimana di dieta non da ottimi frutti.
A vent’anni la prima dieta che porta risultati in termini di perdita di peso, ma anche qualche piccolo problemuccio, per fortuna niente di grave.
In quel periodo, forse anche a causa dell’età, avevo le idee molto confuse riguardo i concetti di peso forma e peso desiderabile e, visto che il mio peso desiderabile era di una decina di chili inferiore a quello che indicatamente era il mio peso forma, mi sono messa “di buzzo bono” per raggiungere il più in fretta possibile l’obbiettivo.
Per non più di due o tre giorni ho seguito il “regime alimentare” consigliatomi dal dietologo, poi ho deciso di passare ad una autogestione procedendo con una progressiva diminuzione del cibo e annullando la prima visita di controllo dello specialista.
Il sabato era il giorno della “pesa” ufficiale, prendevo rigorosamente nota di quello che avevo addosso per valutare l’incidenza sul peso, salivo sulla bilancia e registravo ufficialmente il risultato, spesso seguiva anche la “pesa nuda” alla quale poteva seguire una terza pesata successiva ai bisogni mattutini.
Non che mi fermassi qui, mi pesavo almeno dieci volte al giorno tutti i giorni, ma queste erano quelle ufficiali, i dati sui quali creavo il grafico in excell.
Dopo due o tre settimane avevo già dimezzato il menu ed ero euforica per i risultati, non facevo nemmeno caso al fatto che a vent’anni mi sentivo spesso stanca al punto di non riuscire a salire una scala o a dover rinunciare ad andare in piscina perchè troppo faticoso, cosi come non facevo caso alle persone che iniziavano a dirmi che ero pallida e strana….
“tutta invidia” pensavo io.
Intanto i miei unici hobby erano quello di imparare a memorie le calorie di ogni singolo alimento, che comunque non mangiavo perchè alla fine erano sempre più di zero, e quello di valutare il dispendio calorico della giornata, valutazione che influire sulla decisione di mangiare o meno una mela.
Poi è venuto il momento del ritorno alla realtà….. mi sono presa l’influenza e visto che stavo a letto e non consumavo calorie ho pensato bene di mangiare il meno possibile, dopo una settimana, quando sono tornata a pesarmi qualcosa era cambiato, questa volta ho visto anche io una brutta faccia, un fisico brutto e sciupato e soprattutto una fortissima delusione: dov’era finita quella bellissima sensazione di onnipotenza che provavo fino a qualche settimana prima?
Puff… Tutto finito, solo delusione e rabbia
e così ho ricominciato prima a mangiare (per fortuna per la mia salute), poi a ingrassare (purtroppo) e ad intervalli periodici a iniziare una nuova dieta dimagrante.


